Sopraelevazioni
Open Panel

Le Norme Tecniche per le Costruzioni si interessano delle costruzioni esistenti
e dei criteri generali per la valutare la sicurezza, la progettazione, l’esecuzione
ed il collaudo degli interventi su tali fabbricati. Seguendo alla lettera la
Normativa però, ogni intervento che sia strutturalmente collegato all’edificio
esistente, quali per l’appunto ampliamenti o sopraelevazioni, deve essere
approvato e, al fine di garantire la sicurezza dell’intero edificio (soprattutto a
livello sismico), devono essere previste delle verifiche sulla struttura. Le
Norme Tecniche infatti non ci danno indicazioni precise sulla possibile
distinzione tra interventi locali ed interventi di adeguamento e, inserendole
nella quasi totalità in quest’ultimo tipo di intervento, ritiene che ogni nuova
lavorazione che porti a cambiamenti di volume dell’edificio esistente debba
portare alla verifica e quindi a pesanti interventi di rinforzo sulla struttura. Il
problema di affrontare la questione in questi termini sta nel fatto che tali
interventi porterebbero non solo ad allungare notevolmente i tempi di lavoro e
di progettazione ma anche (e non solo come diretta conseguenza della
dilatazione dei tempi) ad aumenta di molto i costi. Per sapere se si ricade in
interventi locali o in interventi di adeguamento, si fa riferimento alle linee
guida emanate dalle singole Regioni.

Confronto tra le leggi Regionali:
Come si è detto, per capire come affrontare ampliamenti e sopraelevazioni si
deve far riferimento alle leggi Regionali. Al momento non tutte le Regioni

hanno emesso una propria regolamentazione, tra quelle che lo hanno fatto
possiamo sostanzialmente distinguere i seguenti metodi di valutazione degli
interventi:
• per volume
• per altezza
• per peso

Ovviamente, se si ha l’intenzione di costruire in legno o comunque tramite
strutture considerate “leggere”, l’ultimo metodo elencato risulta
particolarmente interessante, infatti come esprime il termine stesso, queste
strutture non hanno peso elevato e ciò significa che costruendo con questi
materiali si ha la possibilità di edificare volumi ed altezze molto maggiori che
in qualsiasi altra materia “tradizionale” come il cemento armato o la muratura.
Si riportano di seguito il punti essenziali delle linee guida emanate a tal
proposito dalle Regioni italiane che attualmente hanno regolamentato
l’argomento:

Regione Campania:
questa Regione considera sopraelevazione tutti i lavori strutturali che
comportino incrementi di altezza dell’ultimo impalcato, anche se effettuate con
strutture leggere, a meno che tali incrementi non siano strettamente giustificati
dell’esigenza di realizzare cordoli sommitali. Se approvata, la sopraelevazione
è limitata ad un solo piano a meno che l’edificio non sia già stato oggetto di
interventi simili. La sostituzione di un tetto con struttura portante principale in
legno o acciaio, con altro che presenti struttura portante in c.a. o muratura non
è considerata sopraelevazione, tuttavia non lo ritiene da considerare intervento
locale, quindi il progettista dovrà procedere alla verifica dell’intera struttura
prima e dopo l’intervento.
Regione Emilia Romagna:
questa Regione impone l’autorizzazione sismica preventiva per l’inizio dei
lavori per ogni intervento di sopraelevazione di edificio esistente, comprese le
sopraelevazioni di parti dell’edificio di altezza inferiore a quella massima, a

meno che non si tratti di un tetto leggero a falde inclinare con pendenza
minima del 30% senza sostanziale variazione della quota imposta.

Regione Friuli Venezia Giulia:
questa Regione ritiene soggetti a valutazione da parte del Genio Civile
qualsiasi intervento che comporti variazione d’altezza o di volume. Quindi
molto probabilmente considera ogni lavoro di questo tipo come intervento di
adeguamento. Se approvata, la sopraelevazione riguardanti edifici in zona A e
B (zone individuate dal piano regolatore) non può superare l’altezza massima
delle costruzioni prevista per la zona omogenea, nelle zone al di fuori invece,
la sopraelevazione non può superare i due piani o i 6 metri d’altezza.
L’ampliamento non può comportare l’aumento delle unità immobiliari esistenti
e comunque non può essere superiore al 35% del volume utile esistente.

Regione Marche:
questa Regione non richiede la valutazione di vulnerabilità sismica se si
presentano contemporaneamente le seguenti condizioni:
• incremento masse inferiore od uguale al 20%
• incremento carichi inferiore od uguale al 10%
Se rispettate le condizioni di cui sopra inoltre non viene considerata
sopraelevazione la realizzazione di una copertura a falde in sostituzione ad una
copertura piana se le falde hanno inclinazione minore od uguale al 30% e se
viene in materiale leggero.
Inoltre se costruiti in materiali leggeri la Regione Marche considera intervento
locale:
• le sopraelevazioni che comportino un incremento di masse per piano rispetto
all’esistente inferiore al 10%.
• gli ampliamenti che comportino un incremento per masse per piano inferiori
al 20%.
Sempre per strutture leggere, la Regione applica la normativa per il
miglioramento sismico per :

• le sopraelevazioni che comportino un incremento di masse per piano rispetto
all’esistente compreso tra il 10% e il 20% o che sia maggiore al 20%.
• gli ampliamenti che comportino un incremento di masse per piano comprese
tra il 20% e il 40% o superiori al 40%.


Regione Molise:
questa Regione ritiene che ogni intervento debba essere regolamentato dal
Genio Civile. Se approvati, gli ampliamenti e le sopraelevazioni destinati ad
uso residenziale possono comportare un aumento di volume del 20% della
superficie coperta esistente e del 30% se in termini di prestazione energetica,
sia certificata una riduzione superiore al 20% del fabbisogno annuo di energia
primaria per la climatizzazione invernale.
Regione Puglia:
questa regione considera opere minori , ovvero “interventi su costruzioni
esistenti o manufatti privi di rilevanza per la pubblica incolumità ai fini
sismici”:
• tettoie aventi peso proprio e permanente portato complessivamente inferiore
od uguale a 0,5 kN/mq, altezza inferiore od uguale a 3 m e superficie coperta
inferiore a 10 mq.
.
• pensiline, con aggetto minore od uguale a 1,2 m, aventi superfiicie coperta
minore od uguale a 6mq realizzate con strutture come legno o elementi
metallici aventi peso proprio e permanente portato complessivamente minore
od uguale a 0,5 kN/mq.
.
• pergolati di altezza inferiore od uguale a 3 m e superficie minore od uguale a
20 mq realizzati con strutture leggere aventi peso proprio inferiore od uguale a
0,25 kN/mq.


Regione Toscana:
questa regione definisce intervento locale:
• gli ampliamenti che comportino aumento di volume inferiore al 10% alla
medesima quota dell’esistente.

• gli ampliamenti con superficie in pianta inferiori al 10% della superficie
coperta esistente alla medesima quota.
• gli ampliamenti con peso complessivo inferiore al 5% della massa esistente
alla medesima quota o se sopraelevazioni con altezza comunque inferiore ai 3
metri.
Definisce invece interventi di miglioramento:
• ampliamenti e sopraelevazioni con superficie di carico sulla fondazione
inferiori all’8%.
• ampliamenti e sopraelevazioni con altezza inferiore ai 3 metri.
• ampliamenti con superficie in pianta inferiore al 30% della superficie coperta
esistente alla medesima quota.
Regione Trentino Alto Adige:
questa Regione ammette la sopraelevazione degli edifici esistenti esterni al
centro storico al solo fine di un riuso abitativo dei sottotetti fino al
raggiungimento di una altezza media ponderale interna come previsto dal
regolamento edilizio.
Regione Umbria:
questa Regione dichiara che ogni intervento che comporti addizioni
volumetriche debba essere soggetto a valutazione ed eventuale approvazione
da parte del Genio Civile.


Ragione Valle D’Aosta:
questa Regione specifica che gli unici interventi che possono effettuare una
certificazione di idoneità statica invece che assolvere gli obblighi regolamentati
delle leggi per costruzioni in zone sismiche, sono quelli effettuati con strutture
in legno, muratura o miste legno-muratura.


Come si evince, purtroppo al momento sono poche le Regioni che prendono in
considerazione la possibilità di valutare gli aumenti di volume in base al peso.
Questo comporta una mancanza perché si è facilmente in grado di affermare

che quello che più può provocare danni alle resistenza e stabilità di un edificio,
è l’aumento di carico agente sulle fondazioni e sulla struttura, per questo
motivo prendere in considerazione l’utilizzo di materiali leggeri per
ampliamenti e sopraelevazioni potrebbe essere una grande rivoluzione
normativa.